ECCIDIO DI ADDIS ABEBA
- Titolo (Dublin Core)
- ECCIDIO DI ADDIS ABEBA
- Descrizione (Dublin Core)
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L'attentato del 19 febbraio 1937, compiuto da due partigiani etiopi durante la celebrazione della nascita del primogenito del principe Umberto di Savoia, causò sette morti e circa cinquanta feriti, tra cui lo stesso generale Graziani.
La reazione italiana fu fulminea e brutale. Nel suo diario segreto, il giornalista Ciro Poggiali scrive: "Tutti i civili che si trovarono in Addis Abeba hanno assunto il compito della vendetta, condotta fulmineamente coi sistemi del più autentico squadrismo fascista. Girano armati di manganelli e di sbarre di ferro, accoppando quanti indigeni si trovano ancora in strada. Vedo un autista che, dopo aver abbattuto un vecchio negro con un colpo di mazza, gli trapassa la testa da parte a parte con una baionetta. Inutile dire che lo scempio si abbatte contro gente ignara e innocente".
Fascisti e civili italiani presenti nella capitale etiope si scagliarono contro civili innocenti, distruggendo migliaia di abitazioni e arrestando chiunque fosse ritenuto anche solo lontanamente sospettato o connivente nell'aggressione al viceré (I militari italiani e la polizia coloniale incarcerò circa 4.000 etiopi).
Circa 400 notabili locali furono imprigionati e deportati in Italia, mentre le persone di minore rilievo furono internate nei campi di concentramento di Nocra, in Eritrea, e di Danane, in Somalia, dove circa la metà morì per malattie e per le terribili condizioni igieniche.
La devastazione si concluse dopo tre giorni di massacri, Graziani intimò di porre fine alle rappresaglie, minacciando di affidare ai carabinieri il ripristino dell'ordine. Con il seguente manifesto si poneva fine alla caccia: "Camerati! Ordino che dalle ore 12 di oggi 21 febbraio XV cessi qualsiasi atto di rappresaglia. Alle ore 21:30 i fascisti debbono ritirarsi nelle proprie abitazioni. Severissimi provvedimenti saranno presi contro i trasgressori".
Nel memorandum presentato dal governo etiopico al Consiglio dei Ministri degli Esteri delle potenze vincitrici, riunito a Londra, si parla di circa 30.000 vittime nella strage del 1937. Probabilmente, questo bilancio include anche le stragi successive compiute dagli italiani. I giornali americani e britannici dell'epoca riportano cifre che variano tra 1.400 e 6.000 morti. Recenti stime confermerebbero una cifra approssimativa di circa 19.000 vittime. - Data (Dublin Core)
- 19–21 febbraio 1937
- Posizione Geografica (Dublin Core)
- Addis Abeba, Etiopia
- Tipologia (Dublin Core)
- Eccidio
- Fonte (Dublin Core)
- Ciro Poggiali, Diario AOI. 15 giugno 1936 - 4 ottobre 1937, Milano, Longanesi, 1971; TaA di Antonio Dordoni, raccolta a Addis Abeba il 26 marzo 1965; A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, Biblioteca editori associati di Tascabili 117. Vicenza, BEAT, 2019; Nicola Labanca, Oltremare: storia dell'espansione coloniale italiana, Bologna, il mulino, 2019.
- Citazione bibliografica (Dublin Core)
- Ciro Poggiali, Diario AOI. 15 giugno 1936 - 4 ottobre 1937, cit., p. 182; TaA di Antonio Dordoni, raccolta a Addis Abeba il 26 marzo 1965; A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, cit., p. 213-226; Nicola Labanca, Oltremare: storia dell'espansione coloniale italiana, cit., p. 201-202.
- Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
- Africa coloniale (Occupazione italiana dell'Etiopia, 1936–1941)
- Responsabili (Crimini di guerra italiani)
- Squadre fasciste e civili italiani, militari italiani e reparti coloniali; la repressione fu organizzata nel contesto delle autorità italiane dell'Africa Orientale Italiana e del governo del viceré Rodolfo Graziani.
- Vittime (Crimini di guerra italiani)
- Popolazione civile etiope di Addis Abeba, comprendente uomini, donne e bambini. Ian Campbell stima circa 19.200 vittime per il massacro, mentre altre fonti hanno fornito cifre differenti.
- Item sets
- Crimini di guerra italiani
Cape Verde Street, Rwanda, Bole, Addis Ababa, 7966, Etiopia
Item: ECCIDIO DI ADDIS ABEBA
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