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Un progetto di georeferenziazione storica
Benvenuti in Crimini di guerra italiani, un progetto di Digital Humanities dedicato alla raccolta, alla documentazione e alla rappresentazione geografica di episodi di crimini di guerra e di violenza commessi dalle forze armate italiane tra il XIX e il XX secolo.
Il progetto nasce dall'esigenza di coniugare ricerca storica e strumenti digitali, offrendo un percorso attraverso il quale esplorare gli episodi documentati, approfondirne il contesto storico e osservarne la distribuzione geografica. Il sito permette così di mettere in relazione eventi, luoghi, periodi storici e modalità della violenza, attraverso una rappresentazione che affianca alla consultazione delle singole fonti l'analisi spaziale dei fenomeni.
Il sito è strutturato in tre principali sezioni.
La sezione storica raccoglie gli episodi documentati all'interno dei principali contesti nei quali si svilupparono le attività militari e repressive italiane tra il XIX e il XX secolo:
- Brigantaggio postunitario (1861–1866) — La repressione del brigantaggio nel Mezzogiorno d'Italia, tra rivolte contadine, la legge Pica e le operazioni del Regio Esercito nei primi anni dopo l'Unità.
- Africa coloniale (1869–1941) — Dalla baia di Assab alla guerra d'Etiopia: le violenze e le forme di repressione esercitate dalle forze italiane in Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia.
- Spedizione dei Boxer (1900–1901) — La partecipazione italiana alla spedizione internazionale contro la rivolta dei Boxer in Cina, tra saccheggi, rappresaglie e la concessione di Tianjin.
- Guerra civile spagnola (1936–1939) — L'intervento del Corpo Truppe Volontarie a sostegno delle forze franchiste e i bombardamenti dell'Aviazione Legionaria contro la popolazione civile, tra cui Barcellona.
- Occupazione della Jugoslavia e Montenegro (1941–1943) — Le operazioni di occupazione, repressione, deportazione e internamento condotte dal Regio Esercito nei territori jugoslavi durante la Seconda guerra mondiale.
Gli strumenti digitali consentono di esplorare i dati raccolti attraverso diverse modalità di visualizzazione. In particolare:
- Mappa interattiva, realizzata attraverso gli strumenti di Omeka S, che permette di visualizzare la distribuzione geografica degli episodi documentati e di metterli in relazione con i diversi contesti storici;
- Schede digitali, attraverso le quali è possibile consultare le informazioni relative ai singoli episodi, ai luoghi, alle date, alle vittime, ai responsabili e alle modalità della violenza;
- Ricerca e filtri, che permettono di interrogare l'archivio e individuare gli episodi sulla base dei metadati associati alle singole schede.
L'archivio digitale costituisce il nucleo del progetto e raccoglie le schede relative agli episodi documentati. Attraverso la consultazione dei metadati e delle informazioni associate a ciascun evento, è possibile approfondire i singoli casi e ricostruire le relazioni tra gli episodi, i luoghi e i contesti storici nei quali si verificarono.
Il progetto intende quindi utilizzare la georeferenziazione e gli strumenti delle Digital Humanities non soltanto come modalità di visualizzazione, ma come strumenti per interrogare i dati storici e osservare la dimensione spaziale della violenza.
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