ECCIDIO DI DEBRA LIBANOS
- Titolo (Dublin Core)
- ECCIDIO DI DEBRA LIBANOS
- Descrizione (Dublin Core)
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Secondo le indagini avviate dopo l'attentato del 19 febbraio, alcuni monaci del monastero di Debrà Linabòs furono accusati di essere complici degli autori dell'attentato ad Addis Abeba. Si decise di recarsi il prima possibile al monastero e fucilare tutti i monaci del convento. L'azione venne condotta dalle truppe coloniali italiane sotto il comando del generale Pietro Maletti, allora incaricato della repressione armata nella regione dello Scioa occidentale, per ordine del viceré d'Etiopia Rodolfo Graziani. Il 21 maggio, i monaci furono trasferiti nella piana di Laga Wolde, deputato un luogo adatto per effettuare le esecuzioni.
In una ricostruzione dei fatti, due docenti universitari, l'inglese Campbell e l'etiope Gabre-Tsadik, raccontano: "Le vittime furono spinte giù dal camion e furono rapidamente fatte allineare, col viso a nord e la schiena volta verso gli Ascari. Furono quindi costrette a sedersi in fila lungo l'argine meridionale del fiume, che in quel periodo dell'anno era quasi completamente in secca. Gli Ascari presero quindi un lungo telone, preparato appositamente per l'occasione, e lo stesero sui prigionieri come una stretta tenda formando un cappuccio sopra la testa di ognuno di loro".
La fucilazione coinvolse 449 religiosi, compreso il vice priore e i giovani diaconi. Tuttavia, secondo i professori Campbell e Gabre-Tsadik, che intervistarono monaci e civili sopravvissuti, dalle testimonianze raccolte emerse che il numero dei fucilati oscillerebbe tra i 1.000 e i 1.600. - Data (Dublin Core)
- 20 - 27 maggio 1937
- Posizione Geografica (Dublin Core)
- Debra Libanos, Laga Wolde ed Engecha, Etiopia
- Tipologia (Dublin Core)
- Eccidio
- Fonte (Dublin Core)
- A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, Biblioteca editori associati di Tascabili 117. Vicenza, BEAT, 2019; Nicola Labanca, La guerra d’Etiopia, Bologna, Il Mulino, 2015; Nicola Labanca, Oltremare: storia dell'espansione coloniale italiana, Bologna, il mulino, 2019.
- Citazione bibliografica (Dublin Core)
- A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, cit., p. 213-229; Nicola Labanca, La guerra d’Etiopia, cit., p.158; Nicola Labanca, Oltremare: storia dell'espansione coloniale italiana, cit., p. 202.
- Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
- Africa coloniale (Occupazione italiana dell’Etiopia, 1936–1941)
- Responsabili (Crimini di guerra italiani)
- Autorità coloniali e militari italiane; generale Pietro Maletti, nell'ambito delle operazioni di repressione coordinate dal viceré Rodolfo Graziani.
- Vittime (Crimini di guerra italiani)
- Religiosi e civili etiopi, tra cui monaci, diaconi, sacerdoti, studenti di teologia e altri abitanti collegati al monastero. La cifra ufficiale italiana fu di 449 vittime; le ricostruzioni di Campbell e Gabre-Tsadik stimano un numero complessivo sensibilmente superiore, compreso tra circa 1.400 e 2.033 vittime.
- Item sets
- Crimini di guerra italiani
Debre Libanos Monastery, Debre Libanos 2 Port. Bridge, Debre Libanos, North Shewa (Oromia Region), Regione di Oromia, Etiopia
Item: ECCIDIO DI DEBRA LIBANOS
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