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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AKAKI
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Descrizione (Dublin Core)
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Nei pressi della Stazione Radio d’Etiopia ad Akaki, un’area recintata venne trasformata in un campo di concentramento. In quel luogo, uomini e donne etiopi, militari e civili, vennero rinchiusi insieme ad anziani e bambini, e privati di ogni tutela e dignità.
Le condizioni di vita erano spietate: l’alimentazione si riduceva a gallette secche e acqua, appena sufficienti a sopravvivere. Solo pochi fortunati riuscivano a ricevere qualche razione in più da familiari che, dall’esterno, tentavano disperatamente di aiutare i propri cari. Ma anche questi gesti di umanità venivano puniti: chi portava cibo rischiava di essere percosso sul posto.
All'interno del campo, la brutalità era quotidiana. Uomini e donne venivano bastonati senza motivo apparente. Alcune donne etiopi furono completamente spogliate e lasciate nude davanti a tutti, vittime di un’umiliazione pensata per annientare psicologicamente, oltre che fisicamente.
Il campo di Akaki divenne così non solo un luogo di detenzione, ma un teatro sistematico di violenza, privazione e disumanizzazione, riflesso tragico delle pratiche repressive messe in atto durante l’occupazione coloniale italiana.
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Data (Dublin Core)
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1937 – 1941
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Akaki, Etiopia
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Tipologia (Dublin Core)
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Campo di internamento
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Fonte (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». (Consultato online)
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». https://campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=114.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Africa coloniale (Occupazione italiana dell’Etiopia, 1936–1941)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Autorità militari e coloniali italiane operanti nell’Etiopia occupata; il campo era posto nell’area del comando militare di Akaki.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Militari e civili etiopi, uomini e donne, compresi anziani e bambini; numero complessivo dei detenuti non precisato nelle fonti utilizzate.
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