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Titolo (Dublin Core)
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BOMBARDAMENTO IPRITICO MACALLÈ
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Descrizione (Dublin Core)
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Il Negus Hailè Selassiè dinanzi all'assemblea ginevrina il 30 giugno 1936 dichiarò che: "fu all'epoca di accerchiamento di Macallè [8 novembre 1935 ] che il comando italiano, temendo una disfatta, applicò il procedimento che ho il dovere di denunciare al mondo. Dei diffusori furono istallati a bordo degli aerei in modo da vaporizzare, su vaste distese di territorio, una sottile pioggia micidiale. A gruppi di nove, di quindici, di diciotto, gli aerei si succedevano in modo che la nebbia emessa da ciascuno formasse una coltre continua. Fu così che, a partire dalla fine di gennaio 1936, i soldati, le donne, i bambini, il bestiame, i fiumi, i laghi, i pascoli, furono di continuo spruzzati con questa pioggia mortale. Per uccidere sistematicamente gli esseri viventi, per avvelenare con certezza le acque e i pascoli, il comando italiano fece passare e ripassare gli aerei. Questo fu il suo principale metodo di guerra."
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Data (Dublin Core)
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8 novembre 1935
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Macallè, Etiopia
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Tipologia (Dublin Core)
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Bombardamento
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Fonte (Dublin Core)
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«Crimini di guerra».(Consultato online).
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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«Crimini di guerra». https://www.criminidiguerra.it/campagnaetiopia.shtml.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Africa coloniale (Guerra d'Etiopia 1935-1936)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Forze armate italiane impegnate nella guerra d'Etiopia; nel discorso, Hailé Selassié attribuì la responsabilità dell'impiego sistematico degli agenti chimici al comando militare italiano.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Secondo la testimonianza di Hailé Selassié, militari etiopi, donne, bambini e popolazione civile, oltre a bestiame e risorse idriche e agricole.
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