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Titolo (Dublin Core)
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BOMBARDAMENTO AEREO NELLO SCIRÈ
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Descrizione (Dublin Core)
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Nel tentativo di fermare l’avanzata delle truppe etiopi nello Scirè, il maresciallo Pietro Badoglio ordinò un massiccio intervento dell’aviazione italiana. I bombardamenti si concentrarono sui guadi del Texazzè e del Golimà, su Mai Timchet e sul passo di Agumbertà: punti strategici lungo le direttrici di marcia dell’esercito del Negus.
Fu in questa occasione che, per la prima volta, vennero impiegate le terribili bombe C.500T, ordigni carichi di 212 chilogrammi di iprite, un gas mostarda altamente tossico. Dall’alto, gli aerei italiani seminarono una pioggia velenosa e invisibile che trasformò il terreno in un inferno silenzioso. L’iprite bruciava la pelle, i polmoni, le speranze.
Il ras Immirù riportò gli effetti di questa arma: "Fu uno spettacolo terrificante. Io stesso sfuggii per un caso alla morte. Era la mattina del 23 dicembre e avevo da poco attraversato il Taccazè, quando comparvero nel cielo alcuni aeroplani. Il fatto, tuttavia, non ci allarmò troppo, perché ormai ci eravamo abituati ai bombardamenti. Quel mattino, però, non lanciarono bombe, ma strani fusti che si rompevano appena toccavano il suolo o l'acqua del fiume, e proiettavano intorno un liquido incolore. Prima che mi potessi rendere conto di ciò che stava accadendo, alcune centinaia fra i miei uomini erano rimasti colpiti dal misterioso liquido e urlavano per il dolore, mentre i loro piedi nudi, le loro mani, i loro volti si coprivano di vesciche. Altri che si erano dissetati al fiume, si contorcevano a terra in un'agonia che durò ore. Fra i colpiti c'erano anche dei contadini che avevano portato le mandrie al fiume, e gente dei villaggi vicini. I miei sottocapi, intanto, mi avevano circondato e mi chiedevano consiglio, ma io ero stordito, non sapevo che cosa rispondere, non sapevo come combattere questa pioggia che bruciava e uccideva".
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Data (Dublin Core)
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22–23 dicembre 1935
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Regione dello Scirè, Etiopia settentrionale
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Tipologia (Dublin Core)
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Bombardamento
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Fonte (Dublin Core)
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A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, Biblioteca editori associati di Tascabili 117. Vicenza, BEAT, 2019; TaA di ras Immirù Haile Sellase, raccolta a Addis Abeba il 13 aprile 1965.
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, cit., p. 202-203; TaA di ras Immirù Haile Sellase, raccolta a Addis Abeba il 13 aprile 1965.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Africa coloniale (Guerra d'Etiopia 1935-1936)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Maresciallo Pietro Badoglio, comandante delle forze italiane sul fronte settentrionale e responsabile dell'ordine di impiego dell'aviazione e delle armi chimiche in questa fase; reparti dell'aviazione italiana incaricati dei bombardamenti.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Militari etiopi appartenenti alle forze di ras Immirù e popolazione civile presente nelle aree colpite, compresi contadini e persone che si trovavano presso il Tacazzè. La testimonianza di ras Immirù riferisce di alcune centinaia di uomini colpiti dall'agente chimico.
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