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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI MOGADISCIO
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Descrizione (Dublin Core)
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Nel contesto delle operazioni militari condotte nell’Ogaden nell’aprile del 1936, le truppe della Divisione Libia, sotto il comando del generale Guglielmo Ciro Nasi, catturarono circa 500 individui. I prigionieri furono successivamente trasferiti nel campo di detenzione allestito a Mogadiscio, all’epoca sotto controllo italiano.
Ulteriori testimonianze, tra cui quella di Ato Zena Oda, allora impiegato come traduttore presso il Ministero della Guerra, indicano che al medesimo campo furono destinati anche numerosi civili arrestati ad Addis Abeba. Tra questi vi erano donne, bambini, religiosi e anziani, vittime delle misure repressive attuate dalle autorità italiane durante l’occupazione.
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Data (Dublin Core)
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Aprile 1936
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Mogadiscio, Somalia
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Tipologia (Dublin Core)
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Campo di internamento
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Fonte (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». (Consultato online)
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». https://campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=181.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Africa coloniale (prigionieri catturati dalle forze italiane durante le operazioni militari in Etiopia 1935-1936)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Autorità militari e coloniali italiane dell'Africa Orientale Italiana; Divisione Libia, comandata dal generale Guglielmo Ciro Nasi, responsabile della cattura dei prigionieri nell'Ogaden e del loro successivo trasferimento.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Circa 500 prigionieri catturati durante le operazioni militari italiane nell'Ogaden nell'aprile 1936, oltre a numerosi civili arrestati ad Addis Abeba. Tra questi ultimi sono documentate donne, bambini, religiosi e anziani.
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