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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI ASSAB
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Descrizione (Dublin Core)
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Il campo di Assab fu inizialmente istituito durante il periodo dell’Italia liberale, tra giugno 1898 e febbraio 1899, come colonia penale e di lavoro forzati destinata ai prigionieri politici italiani.
Successivamente, con l’avvento del regime fascista, il campo fu riattivato e trasformato in un luogo di internamento per italiani ed eritrei. In particolare, durante la fase di preparazione della guerra d’aggressione contro l’Etiopia, Assab venne utilizzato nell’ambito delle cosiddette “campagne speciali di rieducazione sociale”.
In questa fase, vi furono rinchiusi anche operai civili italiani, parte dei circa 63.000 lavoratori impiegati nella costruzione delle infrastrutture militari necessarie al conflitto. Lo storico Angelo Del Boca riporta una testimonianza significativa di Guido Battaglini, responsabile dell’Ufficio operai del governo di Asmara. Riferendosi a un gruppo di lavoratori accusati di simpatie marxiste e di proteste contro il durissimo orario di dieci ore al giorno per sette giorni a settimana, Battaglini affermò: “Li avevo visti pallidi come morti quando li ho minacciati di mandarli a lavorare ad Assab, che era un campo di concentramento per quei pochi che abbandonavano il lavoro, si ubriacavano abitualmente o, comunque, si mostravano riottosi”.
Oltre agli operai, molti eritrei che si opponevano al dominio coloniale italiano furono internati nei campi di concentramento di Nocra e Assab, in quanto considerati elementi pericolosi per l’ordine coloniale.
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Data (Dublin Core)
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Giugno 1898 – febbraio 1899
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Assab, Eritrea
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Tipologia (Dublin Core)
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Campo di internamento
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Fonte (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». (Consultato online)
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». https://campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=277.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Africa coloniale (colonizzazione del territorio)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Autorità coloniali italiane e amministrazione fascista dell'Eritrea; personale incaricato della gestione del campo e delle attività di internamento e lavoro forzato.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Prigionieri politici italiani nella fase iniziale di funzionamento del campo; successivamente operai civili italiani sottoposti a internamento disciplinare ed eritrei considerati oppositori o elementi pericolosi per l'ordine coloniale.
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