PRIGIONE DI NOCRA
- Titolo (Dublin Core)
- PRIGIONE DI NOCRA
- Descrizione (Dublin Core)
-
Il campo di Nocra fu il principale campo di prigionia italiano in Eritrea e, a partire dal 1936, divenne il più grande dell’intera Africa Orientale Italiana. Realizzato nel 1887, rimase attivo fino al 1941, quando venne chiuso dalle forze britanniche. Il campo si trovava sull’isola di Nocra, parte dell’arcipelago di Dahlak, a circa 55 chilometri dalla città di Massaua. Nel corso della sua attività, ospitò tra i 500 e i 1.800 prigionieri, una cifra significativa se si considera che, all’epoca, la popolazione totale dell’Eritrea era inferiore ai 200.000 abitanti.
Lo storico italiano Angelo Del Boca ha descritto Nocra come un "campo di sterminio", sottolineando le condizioni disumane in cui vivevano i detenuti. È diventato così un simbolo dell'oppressione coloniale italiana, con un tasso di mortalità del 58%. Del Boca lo ha definito "il più terribile e allo stesso tempo il meno conosciuto di tutti i campi di concentramento italiani".
Il generale Saletta scelse la località di Nocra per allestire la prigione proprio per la sua distanza dalla terraferma. Questo isolamento totale non solo avrebbe scoraggiato le fughe, ma garantiva anche una maggiore segretezza sui metodi di coercizione utilizzati.
Il clima torrido africano, che spesso toccava addirittura i 50 °C, rendeva il problema delle forniture e dell'approvvigionamento dell'acqua essenziale. L'acqua potabile per le autorità italiane giungeva tramite delle bettoline dalla terraferma. Mentre i prigionieri si rifornivano da un pozzo presente nel campo, da cui si estraeva prevalentemente acqua salmastra e in quantità limitata. Il sole cocente e la scarsità d'acqua diventavano strumenti di punizione. Inoltre, i detenuti erano costretti a lavorare nelle cave di pietra, il cui prodotto veniva trasportato a Massaua per lavori stradali.
Inizialmente, il carcere accoglieva comuni criminali, ma in seguito iniziarono a essere reclusi anche politici indigeni, come i capi tribù che rifiutavano la dominazione italiana. Dal 1935, dopo l'occupazione dell'Etiopia, il campo accolse principalmente soldati e funzionari abissini, e più tardi guerrieri catturati durante le varie operazioni repressive.
Uno specchio di ciò che avveniva in quel campo di sterminio ci è giunto dalla descrizione del capitano Finzi che visitò il campo nel 1902, raccontava la situazione in questi termini:« i detenuti, coperti di piaghe causate da insetti, muoiono lentamente di fame, scorbuto e altre malattie. Non un medico per curarli, 30 centesimi pel loro sostentamento, inscheletriti, luridi, in gran parte hanno perduto l'uso delle gambe ridotti come sono a vivere costantemente sul tavolato alto un metro dal suolo.» - Data (Dublin Core)
- 1887–1941
- Posizione Geografica (Dublin Core)
- Isola di Nocra, arcipelago delle Dahlak, Eritrea
- Tipologia (Dublin Core)
- Campo di internamento
- Fonte (Dublin Core)
- Alberto Stramaccioni, Crimini di guerra: storia e memoria del caso italiano, Roma. Laterza, 2018; A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, Biblioteca editori associati di Tascabili 117. Vicenza, BEAT, 2019; Marco Lenci, All'inferno e ritorno. Storie di deportati tra Italia ed Eritrea in epoca coloniale, Pisa biblioteca Franco Serantini, 2004.
- Citazione bibliografica (Dublin Core)
- A. Stramaccioni, Crimini di guerra: storia e memoria del caso italiano, cit., p. 19-29; A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, cit., p. 80- 81; Marco Lenci, All'inferno e ritorno. Storie di deportati tra Italia ed Eritrea in epoca coloniale, cit., p. 37.
- Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
- Africa coloniale
- Responsabili (Crimini di guerra italiani)
- Autorità coloniali italiane e amministrazione carceraria del campo di Nocra; forze militari e amministrative italiane responsabili della cattura, dell'internamento e dell'impiego dei prigionieri nei lavori forzati.
- Vittime (Crimini di guerra italiani)
- Prigionieri comuni, prigionieri politici eritrei, soldati e funzionari etiopi e combattenti catturati durante le operazioni militari italiane. Nel corso della sua attività il campo ospitò complessivamente tra circa 500 e 1.800 detenuti; le fonti riportano un'elevata mortalità, attribuita alle condizioni di detenzione, alla malnutrizione, alla scarsità d'acqua, alle malattie e all'assenza di adeguata assistenza sanitaria.
- Item sets
- Crimini di guerra italiani
Item: PRIGIONE DI NOCRA
Comments
No comment yet! Be the first to add one!