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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI EL ABIAR
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Descrizione (Dublin Core)
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Il campo di concentramento di El-Abiar fu istituito nel 1931 dalle autorità coloniali italiane come parte della più ampia strategia di repressione condotta in Cirenaica durante la guerra coloniale. La sua funzione principale era quella di raccogliere e isolare la popolazione nomade e seminomade proveniente dall’altopiano del Gebel, una regione fertile e strategicamente rilevante, insieme ai nomadi locali della zona di El-Abiar.
Nel periodo in cui rimase attivo, oltre 8.000 persone vennero internate nel campo. Le condizioni di vita erano dure e degradanti, e la violenza era uno strumento quotidiano di controllo. Le punizioni corporali, spesso esemplari e pubbliche, si svolgevano nella piazza centrale del campo, di fronte a tutti gli internati, immediatamente dopo il loro rientro dai lavori forzati.
Queste pratiche avevano un chiaro scopo: terrorizzare la popolazione detenuta e dissuadere ogni forma di resistenza. Come in altri campi del sistema concentrazionario fascista, anche a El-Abiar il lavoro forzato, la malnutrizione, le malattie e le punizioni costituivano parte integrante di una strategia sistematica di annientamento culturale e fisico.
Il campo fu ufficialmente chiuso nell’ottobre del 1933. Dopo la liberazione degli internati superstiti, l’area fu riconvertita a uso logistico e trasformata in un deposito di carburanti, cancellando in parte la memoria materiale delle violenze consumate al suo interno.
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Data (Dublin Core)
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1931 – ottobre 1933
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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El-Abiar, Cirenaica, Libia
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Tipologia (Dublin Core)
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Campo di internamento
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Fonte (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». (Consultato online); Michael R. Ebner; Geoff Simons (2011). Ordinary Violence in Mussolini's Italy. New York, USA: Cambridge University Press; Nicola Labanca, La guerra italiana per la Libia. 1911-1931, Bologna, Il mulino, 2012.
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». Consultato 18 settembre 2026. https://campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=103; Michael R. Ebner; Geoff Simons (2011). Ordinary Violence in Mussolini's Italy. cit., p. 261; Nicola Labanca, La guerra italiana per la Libia. 1911-1931, cit., p. 193-195.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Africa coloniale (Repressione coloniale italiana in Cirenaica sotto il generale Rodolfo Graziani dal 1930)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Autorità coloniali italiane; amministrazione militare del campo, responsabile delle punizioni corporali pubbliche e del regime di lavoro forzato.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Oltre 8.000 persone internate complessivamente, sottoposte a lavoro forzato, malnutrizione, malattie e punizioni corporali pubbliche ed esemplari.
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