CARCERE ISOLE TREMITI
- Titolo (Dublin Core)
- CARCERE ISOLE TREMITI
- Descrizione (Dublin Core)
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In seguito alla dura repressione che seguì la battaglia di Sciara Sciat nel 1911, il governo italiano, sotto la guida del ministro Giolitti, intervenne per limitare l’estrema brutalità delle misure adottate dalle autorità militari in Libia. In particolare, Giolitti ordinò al generale Carlo Caneva di evitare la fucilazione dei rivoltosi catturati e di predisporne invece la deportazione nelle isole Tremiti, dove sarebbero stati condannati ai lavori forzati.
L’ordine fu eseguito con rigore: oltre 4.000 libici, appartenenti a tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani, furono arrestati e imbarcati sui piroscafi diretti verso l’arcipelago al largo delle coste italiane. Il viaggio durò quattro giorni, durante i quali le condizioni a bordo furono così dure che molti prigionieri morirono durante la traversata. Prima di approdare nel porto delle Tremiti, i corpi dei detenuti deceduti vennero gettati in mare, nel tentativo di cancellare le tracce delle sofferenze inflitte.
Quella deportazione segnò uno dei primi episodi di repressione sistematica della popolazione libica da parte del colonialismo italiano, inaugurando una stagione di violenza, esilio e punizioni collettive che si sarebbe intensificata negli anni successivi. - Data (Dublin Core)
- 1911-1912
- Posizione Geografica (Dublin Core)
- Isole Tremiti, Italia
- Tipologia (Dublin Core)
- Campo di internamento
- Fonte (Dublin Core)
- A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, Biblioteca editori associati di Tascabili 117. Vicenza, BEAT, 2019; Nicola Labanca, La guerra italiana per la Libia. 1911-1931, Bologna, Il mulino, 2012; Ogigia — "I prigionieri di guerra libici che vennero imprigionati alle isole Tremiti" (consultato online); Nicola Labanca, Oltremare: storia dell’espansione coloniale italiana, Bologna, Il Mulino, 2002.
- Citazione bibliografica (Dublin Core)
- A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, cit., p. 117; Nicola Labanca, La guerra italiana per la Libia. 1911-1931, Bologna, Il mulino, 2012, p. 70-80; I prigionieri di guerra libici che vennero imprigionati alle isole Tremiti, Ogigia, https://ogigia.altervista.org/Portale/articoli/58-ingiustizie/202-i-prigionieri-di-guerra-libici-che-vennero-imprigionati-alle-isole-tremiti; Nicola Labanca, Oltremare: storia dell’espansione coloniale italiana, cit., p. 115.
- Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
- Africa coloniale (Guerra di Libia 1911-1912)
- Responsabili (Crimini di guerra italiani)
- Governo italiano (ministro Giovanni Giolitti); generale Carlo Caneva, comandante delle forze militari italiane in Libia.
- Vittime (Crimini di guerra italiani)
- Oltre 4.000 civili e rivoltosi libici di ogni età, deportati e condannati ai lavori forzati; un numero imprecisato morì durante la traversata verso le Tremiti.
- Item sets
- Crimini di guerra italiani
Item: CARCERE ISOLE TREMITI
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