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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI MONIGO
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Descrizione (Dublin Core)
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Alla fine di giugno 1942, nella caserma «Cadorin», una struttura militare di recente costruzione, fu allestito un campo di concentramento destinato agli internati civili «ex jugoslavi».
Il campo occupava sette ampi padiglioni della caserma: quattro erano adibiti agli alloggiamenti, mentre i restanti tre ospitavano magazzini, infermeria e cucine. Le camerate potevano contenere circa cinquanta persone ciascuna, con una netta separazione tra uomini da una parte, e donne e bambini dall’altra.
Il primo gruppo di internati arrivò il 2 luglio 1942: 315 civili sloveni catturati durante un massiccio rastrellamento a Lubiana, insieme ad altri 255 provenienti dalla zona di Longatico (Logatek). Il secondo trasporto significativo, giunto il 6 agosto, comprendeva 432 persone rastrellate nelle aree di Kočevje e Novo Mesto. Durante l’autunno, arrivarono circa 800 internati provenienti da Gonars, destinati in seguito al trasferimento nel «campo di lavoro» di Tavernelle, in provincia di Perugia. Poco dopo, circa 300 donne e bambini furono deportati da Arbe.
Monigo funzionava come centro di raccolta e selezione. Con l’aiuto di collaborazionisti jugoslavi, il comando identificava gli internati ritenuti «politicamente pericolosi», che venivano quindi trasferiti a Lubiana per essere processati.
Le condizioni di vita nel campo erano estremamente difficili. L’alimentazione era insufficiente e gli appelli, talvolta ripetuti più volte al giorno in orari imprevedibili, aggravavano il disagio. Nel grande cortile centrale del campo si trovava un palo per le punizioni corporali, simbolo della durezza del regime carcerario.
Con l’arrivo dell’inverno, la situazione peggiorò a causa del freddo intenso, del sovraffollamento e della mancanza di abbigliamento adeguato. Durante i circa tredici mesi di attività del campo, morirono 232 internati, di cui 54 bambini e 178 adulti. La maggior parte dei decessi fu causata da polmonite, tubercolosi e altre gravi malattie contratte in precedenza, specialmente sull’isola di Arbe.
Dopo l’8 settembre 1943, il comando del campo passò ad alcuni membri del Fronte di Liberazione. Questi, insieme agli altri internati, riuscirono a fuggire a piccoli gruppi verso il Collio goriziano, dove molti si unirono alle formazioni partigiane attive nella zona, continuando così la lotta per la libertà.
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Data (Dublin Core)
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Giugno 1942 – 8 settembre 1943
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Monigo, Treviso, Italia
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Tipologia (Dublin Core)
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Campo di internamento
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Fonte (Dublin Core)
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Campo di concentramento di Monigo (TV)", Centro Studi Internamento Deportazione, Internamento Veneto (Consultato online); M. Trinca, Monigo: un campo di concentramento per slavi a Treviso, luglio 1942-settembre 1943, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea, Treviso, 2003 (Consultato online).
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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"Campo di concentramento di Monigo (TV)", Centro Studi Internamento Deportazione, Internamento Veneto, https://www.internamentoveneto.it/centro-studi-internamento-deportazione/altri-civili-internati-in-veneto/civili-internati-nei-campi-di-concentramento/campo-di-concentramento-di-monigo-tv/; M. Trinca, Monigo: un campo di concentramento per slavi a Treviso, luglio 1942-settembre 1943, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea, Treviso, 2003 (recensione di C. Di Sante, SISSCO, https://www.sissco.it/recensione-annale/maico-trinca-monigo-un-campo-di-concentramento-per-slavi-a-treviso-luglio-1942-settembre-1943-2003/).
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Occupazione italiana della Jugoslavia e del Montenegro (1941-1943)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Tenente colonnello dei carabinieri Alfredo Anceschi (comandante del campo), coadiuvato dal capitano Eliseo Signorini.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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232 decessi in circa tredici mesi di attività (54 bambini, 178 adulti), causati soprattutto da polmonite, tubercolosi e altre malattie gravi contratte in precedenza, specialmente sull'isola di Arbe.
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