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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI MAMULA
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Descrizione (Dublin Core)
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Il campo di concentramento per internati politici di Mamula fu istituito il 30 marzo 1942 e operò fino all'armistizio dell'8 settembre 1943. Il suo progressivo riempimento coincise con l'intensificarsi delle operazioni di repressione contro la popolazione civile e con l'adozione di misure sempre più estese nell'ambito della lotta antipartigiana condotta dal Regio Esercito.
Dal punto di vista geografico, il campo occupava una posizione strategica all'interno dell'area delle Bocche di Cattaro. Mamula sorgeva sull'omonima isola, situata a circa sei chilometri dalla costa montenegrina e di fronte alla penisola di Prevlaka. Gli internati erano qui ospitati all'interno di una preesistente fortificazione austroungarica, il Forte Mamula.
Nel campo venivano infatti trasferiti soprattutto civili provenienti da Cattaro, dall'Erzegovina e dalla Dalmazia, ma non mancarono persone arrestate nel territorio sottoposto all'amministrazione montenegrina. Le operazioni di rastrellamento non rispettavano sempre le delimitazioni amministrative e ciò provocò, in più occasioni, contrasti tra il governatore della Dalmazia Giuseppe Bastianini e quello del Montenegro Alessandro Pirzio Biroli. Tali episodi evidenziano le tensioni esistenti tra le diverse autorità italiane impegnate nella gestione dei territori occupati.
La gestione quotidiana dei due campi era affidata a piccoli reparti provenienti dall'Emilia e da Messina, ai quali veniva riconosciuto un considerevole margine di autonomia. La consistenza della popolazione internata variò sensibilmente nel corso dell'occupazione. Erano registrati 500 internati nel giugno 1942; nell'ottobre dello stesso anno le presenze oscillavano tra 493 e 560 persone, mentre nel giugno 1943 il campo ospitava 509 internati.
Mamula fu utilizzato prevalentemente per l'internamento degli uomini, sebbene nella fase iniziale vi fossero presenti anche alcune donne. Inoltre erano presenti piccoli gruppi di internati ebrei, insieme a persone appartenenti alle comunità cattolica e ortodossa e, in misura particolarmente significativa, musulmana, soprattutto tra gli internati provenienti dall'Erzegovina. Le categorie giuridiche e amministrative comprendevano persone sottoposte a internamento, ostaggi, civili arrestati per ragioni connesse alla sicurezza e all'ordine pubblico, compresi anziani e minori, nonché individui trattenuti in attesa della conclusione degli accertamenti.
Particolarmente gravose risultavano le condizioni alimentari. La razione quotidiana prevista per gli internati comprendeva appena 100 grammi di pane, una zuppa accompagnata da 30 grammi di pasta o riso e 30 grammi di formaggio, oltre a una tazza di caffè amaro al mattino. In questo contesto, i pacchi inviati dalle famiglie rappresentavano una risorsa fondamentale per integrare l'alimentazione, sebbene il loro invio fosse sottoposto a rigidi limiti di peso e alle disposizioni delle autorità del campo.
In seguito alla proclamazione dell'armistizio, Mamula venne progressivamente smantellato.
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Data (Dublin Core)
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30 marzo 1942 – 8 settembre 1943
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Isola di Mamula, Bocche di Cattaro, Montenegro
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Tipologia (Dublin Core)
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Campo di internamento
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Fonte (Dublin Core)
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I Campi Fascisti - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò (Topografia per la Storia) [Consultato online].
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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Mamula - Campo di concentramento", in I Campi Fascisti - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò, https://www.campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=149.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Occupazione italiana della Jugoslavia e del Montenegro (1941-1943)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Governatore del Montenegro Alessandro Pirzio Biroli; Governatore della Dalmazia Giuseppe Bastianini; unità militari di presidio provenienti dall'Emilia e da Messina; prefetto/questore di Cattaro (per gli internamenti di polizia).
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Popolazione internata oscillante tra circa 500 e 640 persone per campo nei diversi periodi, comprendente uomini, piccoli nuclei di ebrei, cattolici, ortodossi e musulmani (soprattutto dall'Erzegovina).
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