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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI ZLARINO (ZLARIN)
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Descrizione (Dublin Core)
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Il campo di concentramento di Zlarino fu una struttura di internamento istituita dalle autorità militari italiane nel marzo 1943 per la detenzione di uomini definiti nelle disposizioni ufficiali come «ex jugoslavi». La sua istituzione si inseriva nella decisione del XVIII Corpo d'armata, con sede a Spalato (Split) e allora comandato dal generale Quirino Armellini, di procedere all'evacuazione preventiva degli uomini di età superiore ai quindici anni dalla zona occupata attorno a Sebenico (Šibenik). Il provvedimento prevedeva inoltre l'internamento dei cosiddetti «prigionieri politici e delle loro famiglie».
Il campo venne realizzato sull'isola di Zlarino, entrata a far parte della provincia italiana di Zara nel maggio 1941, in precedenza già annessa all'Italia nel 1920. La struttura sorse presso Capo Marino, in un'area caratterizzata da terreno roccioso e privo di vegetazione, occupando una superficie di circa 6.400 m² e con una capacità prevista di circa 1.000 internati. I lavori e l'organizzazione del campo furono affidati alla 1ª Divisione di Cavalleria «Eugenio di Savoia», dislocata a Sebenico.
La gestione della struttura fu affidata inizialmente al tenente Gino Di Rosa, comandante della 173ª Sezione Carabinieri della divisione, che rimase in carica fino al 14 aprile 1943. A quella data gli subentrò il tenente colonnello Umberto Ransava, appartenente alla 15ª Divisione «Bergamo», che mantenne il comando sino alla soppressione del campo. La sorveglianza era assicurata da circa 120 militari e 20 carabinieri. In relazione alla condotta di Ransava, un rapporto trasmesso all'International Tracing Service e fondato su testimonianze italiane formulò accuse di particolare durezza nei suoi confronti, riportandone tuttavia il nome in forma erronea («Umberto Pansoya»).
Il campo entrò effettivamente in funzione il 25 marzo 1943, con l'arrivo dei primi 50 internati provenienti da Muć e dai territori circostanti. La struttura ebbe tuttavia un'esistenza molto breve e venne definitivamente chiusa il 15 giugno 1943, dopo appena tre mesi di attività.
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Data (Dublin Core)
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25 marzo 1943 – 15 giugno 1943
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Isola di Zlarino (Zlarin), Croazia
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Tipologia (Dublin Core)
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Campo di internamento
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Fonte (Dublin Core)
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Carlo Spartaco Capogreco, I campi del duce: L'internamento civile nell'Italia Fascista (1940–1943), Torino, Einaudi, 2004; Nuovo Dizionario dei Comuni e Frazioni di Comune del Regno d'Italia, 15ª ed., Roma, Voghera, 1943; Alessandra Kersevan, Lager Italiani: Pulizia Etnica e Campi di Concentramento Fascisti per Civili Jugoslavi, 1941–1943, Roma, Nutrimenti, 2008.
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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C. S. Capogreco, I campi del duce: L'internamento civile nell'Italia Fascista (1940–1943), cit., pp. 136, 275-276; Nuovo Dizionario dei Comuni e Frazioni di Comune del Regno d'Italia, cit., p. 391; A. Kersevan, Lager Italiani: Pulizia Etnica e Campi di Concentramento Fascisti per Civili Jugoslavi, 1941–1943, cit., pp. 12, 168.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Occupazione italiana della Jugoslavia e del Montenegro (1941-1943)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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XVIII Corpo d'armata italiano (generale Quirino Armellini); 1ª Divisione di Cavalleria "Eugenio di Savoia"; comandanti del campo tenente Gino di Rosa e tenente colonnello Umberto Ransava.
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Non sono state individuate fonti che consentano di determinare con certezza il numero delle vittime.
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