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Titolo (Dublin Core)
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CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI ARBE
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Descrizione (Dublin Core)
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Il campo di concentramento di Arbe, istituito dal comando della Seconda Armata italiana nel luglio 1942, sorse presso Kampor (Campora), sull'isola di Arbe (Rab), nel Carnaro. La necessità di predisporre una struttura di grandi dimensioni era stata individuata già nel maggio dello stesso anno, quando i campi di Laurana, Buccari e Porto Re risultavano ormai saturi. Il primo gruppo di internati, costituito da 198 sloveni provenienti da Lubiana, giunse a Kampor il 28 giugno 1942; nei primi giorni di agosto si registrò invece un afflusso particolarmente consistente, con 4.747 persone trasferite nel campo tra il 3 e il 9 agosto.
Dei quattro settori inizialmente previsti ne furono completati tre. Il primo e il terzo furono destinati prevalentemente agli internati classificati come «repressivi», in gran parte sloveni, mentre il secondo accolse soprattutto internati ebrei: oltre 3.500 persone che avevano trovato rifugio nei territori sotto controllo italiano per sottrarsi alle persecuzioni e alle deportazioni condotte dalle autorità ustascia. La popolazione del campo raggiunse la massima consistenza nel dicembre 1942, quando si registrarono circa 21.000 internati.
Le condizioni di vita all'interno del campo erano estremamente precarie, a causa della scarsità di viveri, dell'insufficienza delle strutture igieniche e della carenza di ripari adeguati. Durante una violenta tempesta verificatasi nella notte del 29 ottobre 1942, circa 400 tende furono distrutte e morirono annegati alcuni bambini. Anche il trattamento disciplinare degli internati fu caratterizzato da pratiche coercitive: il comandante del campo, il colonnello dei Carabinieri Vincenzo Cuiuli, fece ricorso, tra l'altro, all'incatenamento dei prigionieri ai pali come forma di punizione, in violazione delle disposizioni previste dalla normativa italiana.
L'elevata mortalità costituisce uno degli aspetti maggiormente discussi nella storiografia sul campo. Le stime delle vittime risultano infatti divergenti: il vescovo di Veglia, Josip Srebrnič, comunicò a papa Pio XII una cifra superiore ai 3.500 morti, comprendente circa 100 bambini al di sotto dei dieci anni, mentre le fonti slovene indicano generalmente circa 1.400 vittime. Tra gli storici, Tone Ferenc, Ivan Kovačić e Božidar Jezernik hanno proposto rispettivamente le cifre di 1.435, 1.447 e 1.167 decessi. Nel novembre 1942, inoltre, il vescovo di Lubiana Gregorij Rožman si recò da Pio XII per richiamare l'attenzione sulle condizioni degli internati; in seguito agli interventi diplomatici della Santa Sede, quasi tutte le donne e i bambini furono trasferiti in altri campi presenti sul territorio italiano, soprattutto a Gonars.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il campo venne occupato dalle forze partigiane jugoslave. Gli internati ebrei liberati furono in parte organizzati in un'unità militare che partecipò alla lotta al fianco dell'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia.
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Data (Dublin Core)
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Maggio 1942 (ideazione) – luglio 1942 (creazione) – 8 settembre 1943 (fine con l'armistizio)
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Posizione Geografica (Dublin Core)
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Arbe (Rab), Croazia
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Tipologia (Dublin Core)
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CAMPI DI INTERNAMENTO
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Fonte (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò»(Consultato online); «Croazia: campo di concentramento di Arbe, una storia poco conosciuta» (Consulato online); Tone Ferenc, Gli internati sloveni e croati deportati sull'isola di Arbe e in Italia; Eric Gobetti, Alleati del nemico. L'occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943), Roma-Bari, Laterza, 2013; Gianni Oliva, "Si ammazza troppo poco", Milano, Mondadori, 2006; Marina Cattaruzza, L'Italia e il confine orientale, Bologna, Il Mulino, 2007; Alessandra Kersevan, Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943, Udine, Nutrimenti, 2008; A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, Biblioteca editori associati di Tascabili 117. Vicenza, BEAT, 2019;
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Citazione bibliografica (Dublin Core)
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«I CAMPI FASCISTI - Dalle guerre in Africa alla Repubblica di Salò». https://campifascisti.it/scheda_campo.php?id_campo=35; «Croazia: campo di concentramento di Arbe, una storia poco conosciuta». OBCT https://www.balcanicaucaso.org/cp_article/croazia-campo-di-concentramento-di-arbe-una-storia-poco-conosciuta/; E. Gobetti, Alleati del nemico, cit., pp. 87-131; G. Oliva, "Si ammazza troppo poco", cit., pp. 131-133; T. Ferenc, in Capogreco/Rossi & Giusti, p. 486; A. Del Boca, Italiani, brava gente? un mito duro a morire, cit., p. 250-252.
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Contesto storico (Crimini di guerra italiani)
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Occupazione italiana della Jugoslavia e del Montenegro (1941-1943)
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Responsabili (Crimini di guerra italiani)
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Regio Esercito, Arma dei Carabinieri Reali (XII Battaglione, comandante Luigi Brucchietti).
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Vittime (Crimini di guerra italiani)
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Stime discordanti: 1.167-1.495 decessi secondo gli storici sloveni/croati (Ferenc, Kovačić, Jezernik); oltre 3.500 secondo la testimonianza del vescovo di Veglia Josip Srebrnič a Pio XII (di cui circa 100 bambini sotto i 10 anni); circa 1.400 secondo altre fonti slovene; complessivamente tra 10.000 e 21.000 internati nel periodo di massima presenza (dicembre 1942).
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