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Chi siamo

Crimini di guerra italiani è un archivio digitale nato all'interno di un lavoro di tesi magistrale in Digital Humanities, con l'obiettivo di raccogliere, organizzare e rendere consultabile la documentazione relativa ai crimini di guerra commessi dalle forze armate italiane tra l'età liberale e la Seconda guerra mondiale — dalla repressione del brigantaggio postunitario alle campagne coloniali in Africa, dalla partecipazione italiana alla spedizione dei Boxer in Cina, fino all'intervento nella guerra civile spagnola e all'occupazione dei Balcani e della Jugoslavia.

Il progetto nasce dall'incontro tra due ambiti di studio: da un lato la ricerca storica su questi episodi, a lungo rimasti ai margini della memoria pubblica italiana rispetto ad altri capitoli della storia nazionale; dall'altro le Digital Humanities, intese come applicazione di strumenti e metodi digitali alla ricerca umanistica. In particolare, il sito utilizza tecniche di georeferenziazione per rappresentare cartograficamente gli episodi documentati, permettendo di osservarne la distribuzione territoriale e di metterli in relazione con il contesto storico in cui si verificarono.

Il metodo di lavoro

Ogni episodio raccolto nell'archivio è documentato attraverso una scheda strutturata — con informazioni su data, luogo, responsabili, vittime, contesto storico e fonti — costruita a partire da fonti storiografiche, documentazione d'archivio e, dove disponibili, testimonianze dirette dell'epoca. Le schede sono organizzate nel database tramite Omeka S, una piattaforma open source pensata per la gestione di collezioni digitali in ambito culturale e accademico, e georeferenziate per essere visualizzate su mappa.

Le pagine tematiche della sezione "Pagine storiche" offrono per ciascun periodo una contestualizzazione storica più ampia, mentre l'Archivio consente di esplorare liberamente l'insieme completo degli episodi documentati, filtrabili per contesto storico, tipologia e area geografica.

A chi si rivolge

Il sito si rivolge a studenti, ricercatori e a chiunque sia interessato ad approfondire un capitolo della storia italiana ancora poco conosciuto al grande pubblico. L'obiettivo non è fornire un bilancio definitivo dei fatti — le fonti storiografiche divergono spesso sulle cifre e sulle responsabilità, come segnalato nelle singole schede — ma mettere a disposizione uno strumento di consultazione affidabile, organizzato secondo criteri scientifici e costantemente ampliabile.

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