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name
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Berengo Gardin, Gianni
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Data di nascita
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1930-10-10
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Data di morte
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2025-08-06
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Luogo di morte
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Genova
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Cenni biografici
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Ligure per nascita ma veneziano d'adozione, cresce nella città lagunare dove nel 1954 si avvicina alla fotografia, aderendo al gruppo fotografico veneziano "la Gondola", noto per la sua attenzione alla fotografia neorealista e d'autore. Inizia la sua attività professionale nel 1965 collaborando con il settimanale Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio, e successivamente pubblica sulle più importanti testate italiane ed estere, tra cui "Domus", "Epoca", "Le Figaro", "L'Espresso", "Time", "Stern". La sua fotografia, caratterizzata da un rigoroso bianco e nero e un forte impegno sociale, si concentra sulla documentazione delle trasformazioni del paesaggio e della società italiana, con una particolare attenzione ai temi dell’emarginazione, del lavoro e della memoria collettiva. Ha pubblicato oltre duecento libri e realizzato più di duecento mostre internazionali, affermandosi come uno dei fotografi più influenti e un maestro per diverse generazioni. Tra i lavori più celebri "Morire di classe" (1669), una denuncia delle condizioni dei manicomi italiani, realizzata insieme a Carla Cerati; "Un paese vent'anni dopo" (1973), progetto in collaborazione con Cesare Zavattini che riprende il celebre "Un paese" di Strand-Zavattini, documentando i cambiamenti avvenuti nel paese di Luzzara a vent'anni di distanza; "La disperata allegria: vivere da zingari a Firenze" (1994), un reportage sulla vita delle comunità rom nel capoluogo toscano, che gli è valso il Leica Oskar Barnack Award nel 1995.
Nel corso della sua carriera, Berengo Gardin ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il World Press Photo nel 1963 e il Lucie Award alla carriera nel 2008. Il suo approccio rigoroso e umanista alla fotografia, ispirato alla grande tradizione del reportage europeo e a maestri come Henri Cartier-Bresson, lo ha reso uno dei massimi interpreti della fotografia come strumento di narrazione sociale. Attraverso il suo obiettivo ha raccontato l’Italia, riuscendo a cogliere con sensibilità la bellezza, le contraddizioni e le trasformazioni del Paese. Le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni internazionali, tra cui il MoMA di New York, il George Eastman House di Rochester, il Centre Pompidou e la Bibliothèque nationale de France a Parigi.
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